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mercoledì 18 ottobre 2017

Nuove insegne per il Belvedere di San Leucio: l'iniziativa dell'Aci





Nuovi passi avanti per i beni culturali campani che meritano una più attenta valorizzazione e cura.

Dopo la cartellonistica con le indicazioni stradali per il Real Sito di Carditello, anche il Belvedere di San Leucio, monumento patrimonio dell' Unesco, è stato dotato di alcuni cartelli agli ingressi con il caratteristico testo su fondo marrone realizzati a cura dell'Automobile Club di Caserta, ente presieduto dall'avvocato Antonello Salzano.

"L'Aci è intervenuta per proseguire la sua attività di riqualificazione e valorizzazione dei siti di interesse storico della provincia - spiega Salzano - in particolare sta concentrando le proprie energie nell'ambito della segnaletica ormai in completo stato di abbandono. Il rilancio della provincia non può che partire proprio dalla segnaletica stradale che, visto lo stato delle casse pubbliche, è stata del tutto messa in secondo piano. L'operazione segnaletica di Carditello ha sortito due domeniche fa, apprezzamenti da parte di nuovi visitatori e turisti che fino a ieri si smarrivano per giungere a destinazione".

Intanto, sono stati circa duemila i visitatori che hanno potuto ammirare i tesori archeologici (tra Anfiteatro Campano e i siti vicini e in provincia), nell'ambito della due giorni appena conclusa denominata Appia Day: monumenti dell'antica Appia raggiunti anche a bordo di alcuni Van vintage predisposti appositamente per il tour dall'Automobile Club di Caserta.

mercoledì 27 settembre 2017

LE FOTO. La palazzina borbonica della Fagianeria in fase di restauro. Breve storia del plesso dei re Borbone




PIANA DI MONTE VERNA (CASERTA) - E' in fase di restauro la bellissima palazzina borbonica, l'ex plesso sito nell'allora fagianeria appartenente alla monarchia omonima che un tempo era un casino di caccia in uso ai re Borbone. 

Come si vede dalle foto che pubblichiamo, la palazzina è avvolta dalle impalcature che ne connotano la fase di restauro. 

Siamo nel comune di Piana di Monte Verna, in provincia di Caserta. Il plesso oggi appartiene alla Cirio Agricola e come si vede conserva ancora i tratti dell'origine monarchica, a partire dai comignoli mattonellati, tipici di queste strutture, opere del Vanvitelli.

Difatti, sui tetti della Reggia di Caserta, della Casina Vanvitelliana di Bacoli, del Palazzo Reale di Napoli, solo per citarne alcuni, sono posti comignoli simili a quello della fagianeria. Fungevano da areatori per il tetto. 



Si tratta di un sito di caccia risalente al 1753, così come riscontrabile dalle affermazioni del Vanvitelli che il re Carlo condusse a visitare la Fagianeria di Capodimonte, perché potesse vedere i metodi per l’allevamento dei fagiani e prendere l’ispirazione per le fabbriche che dovevano essere costruite nella Piana di Caiazzo. Lo stesso Vanvitelli nella lettera al fratello Urbano del primo maggio 1753 scrive: ”La fagianeria è assai diversa di quello che credessi mentre sono vari cancerielli…una unità ed ogni una di un giardinetto in cambio di 15 moggi o 30 o larghi moggi 15…questo serve per raggruppare “.

La Palazzina Borbonica, fulcro della tenuta della Fagianeria, è, in pratica, un edificio di forma rettangolare con muratura in tufo e solaio del piano terra a volte complesse lunettate. Il solaio al piano nobile ha controsoffittature dipinte con motivi floreali e cacciagione, simili a quelli di Carditello. L’esterno ha un porticato a due archi con terrazzo sovrastante, con cornici di stucco lineari e presenta i comignoli in muratura intonacata tipici dei plessi vanvitelliani di cui abbiamo scritto prima.

I lavori sono in corso e come si rileva dal cartello, termineranno il prossimo anno, nel luglio 2018. Non sappiamo ancora quale sarà il risultato dopo questo restauro ma di certo, non mancheremo di andare a vedere. 

martedì 19 settembre 2017

Passeggiata gratuita sui Ponti di Valle di Maddaloni: domenica tra storia e natura





VALLE DI MADDALONI (CASERTA) - Il Rotaract Club Maddaloni - Valle di Suessola, in collaborazione con la Pro Loco Valle, è lieta di invitarVI all’evento ''Passeggiata sui ponti'' che si terrà domenica 24 settembre 2017 dalle ore 9.30 alle ore 14.00.

L’evento rappresenta una straordinaria opportunità non solo di passeggiare lungo le arcate dei porti e ammirare il panorama circostante, ma anche di fare un tuffo nel passato ed onorare la fama dei grandi eroi, di cui la storia rinnova la memoria.



I partecipanti saranno accompagnati da una guida, la quale analizzerà il quadro storico e tecnico legato ai Ponti di Valle di Maddaloni: emblema del dono artistico e geniale di Luigi Vanvitelli, rappresentano il punto focale dell’acquedotto carolino, il quale forniva le acque alle maestose ed imponenti cascate dei giardini della ben nota Reggia di Caserta, il nostro orgoglio campano.
L'ingresso è gratuito, cosicché chiunque possa prender parte a questo ''ritorno al passato''!
Appuntamento nel piazzale antistante i ponti della Valle (Valle di Maddaloni, CE) domenica 24 settembre alle ore 9:30.

PER RAGGIUNGERE IL SITO - GOOGLE MAPS: DIGITARE "ACQUEDOTTO CAROLINO"



mercoledì 19 luglio 2017

La "Fontana del Carolino" dedicata a un garibaldino. Ecco come visitare una ex "appendice" dell'Acquedotto Carolino





SAN NICOLA LA STRADA (CASERTA) - La fontana "del Carolino" che si trova all'incrocio tra vicolo Mirri e via Santa Croce tra San Nicola La Strada e Caserta, fu realizzata nel 1851 dall'architetto Domenico Rossi, su commissione di re Francesco II che poi la donò alla cittadinanza. 

La fontana era utilizzata non solo dai cittadini per prelevarne le acque, ma anche come abbeveratoio per buoi e cavalli, praticamente parliamo dei mezzi di trasporto dell'epoca che qui sostavano e si rifocillavano durante il percorso. Insomma, la struttura aveva la stessa funzione rivestita dalla fontana Carolina di San Tammaro.

L'opera era collegata al grandioso Acquedotto Carolino, il progetto di ingegneria idraulica, opera dell'architetto olandese Luigi Vanvitelli, che convogliò le acque del maestoso Monte Taburno (oggi in provincia di Benevento) fino al belvedere di San Leucio, al parco reale della Reggia di Caserta e ad altre strutture annesse. 

Per molti anni, la fontana è stata abbandonata per poi essere restaurata nel 1995. Oggi si presenta come la vediamo in foto e, con l'avvento dell'Unità d'Italia, l'opera borbonica è stata dedicata a Giuseppe Mirri (così come il vicolo lì vicino), un soldato garibaldino che "scrisse il rapporto sul combattimento di Castel Morrone del primo ottobre 1860", come recita la targa che abbiamo fotografato.

Ovviamente le opere del Regno delle Due Sicilie sono state consacrate ai vincitori.

PER CHI VOLESSE VISITARLA. GOOGLE MAPS: "FONTANA BORBONICA DEL CAROLINO"


mercoledì 7 giugno 2017

QUARTIERE MILITARE BORBONICO. Ecco una delle strutture "di servizio" della REGGIA DI CASERTA


Quartiere Militare Borbonico


CASAGIOVE (CASERTA) - La Reggia di Caserta non era l'unica struttura borbonica che si trovava in Terra di Lavoro, ma era senza dubbio quella di maggior pregio. Ma così da sola non poteva certo funzionare ed infatti nei dintorni del plesso vanvitelliano troviamo tante strutture che servivano proprio alla vita di corte, al re, alla regina, ai cortigiani e quant'altro. Oggi, dopo l'Unità d'Italia, ovviamente, possiamo solo rintracciare le "rovine" del Regno delle Due Sicilie, quel che resta, insomma della monarchia borbonica e del nostro passato. 
Tra questi, nella vicina Casagiove, troviamo il cosiddetto Quartiere Militare Borbonico voluto da re Ferdinando II di Borbone.




All'epoca il sovrano fece restaurare i vecchi locali di quello che era un ospedale acquistando nel contempo anche dei casamenti confinanti. 
Durante la costruzione della Reggia di Caserta re Carlo di Borbone volle che l'ospedale accogliesse coloro che si ammalavano o che si ferivano durante la costruzione del palazzo reale.
Le corsie del nosocomio furono separate per tenere divisi gli operai musulmani da quelli cristiani per i quali fu messa a disposizione una cappella dedicata alla Madonna del Rosario inglobata poi nella struttura dell'odierna Chiesa di Santa Croce nuova





Oggi del Quartiere Militare resta una caserma detta De Martino, sorta proprio sull'antico ospedale voluto da re Carlo e progettata dall'architetto Luigi Vanvitelli. Ma, nel corso dei secoli, a partire dalla tanto triste Unità d'Italia, il quartiere divenne sede del primo distretto militare delle province di Caserta e Benevento, poi del XI Reggimento Bersaglieri, e durante la prima guerra mondiale, campo di prigionia per ufficiali austro-ungarici. Negli anni venti fu sede della Scuola Allievi Sottufficiali e più tardi per Ufficiali. I locali che sono stati restaurati, oggi sono utilizzati per sfilate di moda ed altre manifestazioni.



Noi abbiamo fatto un veloce sopralluogo in zona e nelle foto che pubblichiamo riportiamo quanto abbiamo trovato: una struttura settecentesca che dovrebbe essere proprio la caserma De Martino, dunque, una parte del Quartiere Militare Borbonico.



Resti della chiesa

Qui sopra e nella foto più in basso, invece, troviamo i resti di una chiesa di cui non sappiamo praticamente nulla ma che abbiamo immortalato prima che il tempo e l'incuria ne accelerino la caduta. Per il resto, possiamo scrivere che abbiamo almeno trovato le indicazioni stradali per raggiungere il quartiere e questo rappresenta senza dubbio almeno un riferimento al passato borbonico della cittadina di Casagiove, legatissima alla Reggia di Caserta.

PER UNA VISITA. GOOGLE MAPS: QUARTIERE MILITARE BORBONICO 

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martedì 6 giugno 2017

Ricordata la battaglia delle truppe borboniche contro i garibaldini in difesa del Regno delle Due Sicilie




PIETRAMELARA - Un due giugno particolare all’insegna della cultura quello trascorso da alcuni appassionati di storia patria napoletana che si sono radunati, il 2 giugno scorso, nel comune di Pietramelara per visitare il monumento eretto, soltanto pochi giorni fa, dall’amministrazione comunale a ricordo dei fatti militari che si svolsero il 19 settembre 1860.
In quell’occasione le truppe napoletane respinsero l’assalto dei garibaldini che cercavano di guadagnare terreno verso il Volturno dove si sarebbe combattuta, solo qualche giorno dopo, la battaglia decisiva di quel confronto che segnò la storia del Sud. Una data impressa alla base dell’obelisco per ricordare che quel 19 settembre fu un giorno di testimonianza, fedeltà e valore dimenticato.
Un monumento pro e non contro che ha attirato l’attenzione degli appassionati. Un incontro a cui hanno partecipato anche numerosi passanti e che ha attirato anche l'interesse dell’amministrazione con il vicesindaco, Fernando Masella, che ha interrotto la sua campagna elettorale (corre da candidato sindaco alle elezioni del prossimo 11 giugno) per incontrare i cittadini e i visitatori assieme all’assessore Roberto Izzo.



Accompagnato dalla docente Vittoria Longo e da alcuni soci era presente anche il presidente dell’Istituto di Ricerca Storica delle Due Sicilie, il commendatore Giovanni Salemi, che si è congratulato per la decisione dell’amministrazione di ricordare i caduti dell’esercito napoletano auspicando l’ingresso della comunità di Pietramelara nel percorso culturale che annualmente ricorda i vinti del risorgimento come avviene a Capua ogni ottobre (celebrazione che arriverà, quest’anno, alla ventesima edizione).
Dopo l'omaggio al monumento, il gruppo si è recato nel cuore del borgo medievale di Pietramelara, anticamente circondato da 12 torri. La distruzione della città operata dagli Aragonesi il 13 marzo 1496 non rappresentò la fine del paese che venne riedificato lasciando testimonianze importanti come il Palazzo Ducale (all’esterno una lapide ricorda la visita, nel 1855, del Re Ferdinando II di Borbone), l’ex convento di Sant’Agostino (che oggi ospita il Comune) e la chiesta di San Rocco.

venerdì 26 maggio 2017

Il REAL SITO DI LICOLA invaso da topi ed escrementi. Chiuso da un'ordinanza


Il Real Sito di Licola da Maps


POZZUOLI (NAPOLI) -  E' stato chiuso il 25 maggio 2017 l'odierno COT (Centro Operativo Territoriale) della Regione Campania, ospitato in uno dei piani di quello che era il Real Sito o Real Casino di Licola. 

E' stata una ordinanza regionale a mettere i lucchetti a quello che era uno dei luoghi di caccia preferito dai Borbone. Il motivo? Questioni igienico-sanitarie. Sì, perchè il sito che un tempo era uno splendore come si vede da alcune foto che pubblichiamo, ha dapprima ospitato dei cani randagi e poi è diventato ricettacolo di escrementi di animali, uccelli, insetti e soprattutto topi di grosse dimensioni, diventati padroni del posto al punto da costringere la Regione Campania a trasferire i 23 dipendenti che qui lavoravano, in altri uffici, tra cui quelli del Centro Direzionale di Napoli.



E il futuro di questa struttura quale sarà dopo il crollo del tetto della chiesetta dello scorso gennaio? Probabilmente sarà ripulito e riutilizzato per qualche altro scopo. Ma su questo ovviamente, non possiamo garantire. Di certo sorveglieremo. 

Per quanto riguarda la storia di questo sito, possiamo scrivere che si trattava di una riserva di caccia, appartenente al complesso delle Reali Delizie dei Borbone, che sorgeva su quello che un tempo era il lago di Licola, un sito di caccia amato da re Ferdinando. Qui c'erano cinghiali, daini, lepri, volpi, tassi, istrici, martore che deliziavano il sovrano e la sua corte quando si recavano a caccia. E' composto da una chiesetta, un vecchio alloggio per la servitù e un terzo plesso che in passato ospitava il re.



Da non trascurare anche la presenza di anelli di ferro ancorati alle mura che servivano nel settecento a tenere fermi i cavalli, mezzo di trasporto dell'epoca.

Francesco I fece recintare nel 1826 l'intera struttura con mura, fossati, argini e palizzate. 
Nell'aprile 1863 la riserva fu frazionata tra i principi secondogeniti. Nel 1845 con un rescritto reale Ferdinando II la ricostruì e e ampliò i confini con i laghi, i boschi e i pantani demaniali. 

Infine la "solita" unità d'Italia che ha condotto anche questa reale delizia dei Borbone verso un lento declino così come altre centinaia di dimore riuscendo a cancellare la memoria storica di quello che era il nostro regno, quello delle Due Sicilie.

Per chi volesse osservarlo dall'esterno. GOOGLE MAPS: CASINO BORBONICO DI LICOLA

Nuove insegne per il Belvedere di San Leucio: l'iniziativa dell'Aci

Nuovi passi avanti per i beni culturali campani che meritano una più attenta valorizzazione e cura. Dopo la cartellonistica con l...