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martedì 15 maggio 2018

LE FOTO. Ecco come trovare il Cippo n.1 che segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie



TERRACINA (LATINA) - E' saldamente ancorato ad una struttura di cemento il pilastro che delinea il confine tra gli antichi Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie.

Quel confine che vediamo in foto, fa parte degli oltre trecento Termini che segnavano l'entrata nel Regno dei Borbone. 

Si tratta del cippo numero 1 che costituisce l'inizio di una lunga serie. 

Due le scritte presenti: "S.S.", acronimo di Santa Sede, e "R", Regno delle Due Sicilie. La parte originale del cippo è quella che riporta il simbolo del Regno delle Due Sicilie, mentre la parte che riporta le "S.S." è una riproduzione di quella autentica, come si vede dalla foto qui al lato, dove è evidente la differenza tra i due tipi di pietra. La scelta di usare una pietra chiara è dovuta al fatto che nel restauro deve essere evidente la parte rifatta da quella originale.

Sul altri cippi, invece, sono presenti anche due simboli: le chiavi di San Pietro che guardano in direzione dello Stato Pontificio e il giglio borbonico cheinvece, guarda verso il Regno.

Il cippo numero 1, dunque era stato commissionato dalla Santa Sede ed aveva un costo minore rispetto a quelli marchiati con chiavi e gigli, più cari e commissionati dal Regno delle Due Sicilie.

       Il termine numero 1 così come lo vediamo in foto, si trova alla foce del fiume Canneto, vicino al Mar Tirreno (il numero 649 invece lo troviamo al ponte di barche di Porto d'Ascoli, alla foce del fiume Tronto).




Questa delimitazione del confine tra i due stati era il frutto di un accordo sottoscritto a Roma il 26 settembre 1840, che prevedeva l'installazione di 686 Termini di confine numerati dal mar Tirreno all'Adriatico. 



Sotto ad ogni colonnina venne sotterrata una medaglia di lega metallica con lo stemma dei due stati. I lavori cominciarono nel 1846 dal versante tirrenico, tant'è che i cippi posti in quell'anno ne portano la data, mentre gli altri riportano l'anno di apposizione 1847.

Non hanno la stessa distanza tra loro, ma da ogni cippo si poteva scorgere quello successivo. Erano ricavati da cave di pietra o da grosse rocce e venivano portati sul luogo di confine da gruppi di uomini. Il difetto di misurazione del confine è approssimato ai 10 centimetri: per l'epoca una posizionamento assolutamente preciso.



La solita Unità d'Italia condusse alla distruzione di una parte dei cippi: alcuni sono nei luoghi originari, altri furono distrutti, altri rotolati lungo i dirupi, altri portati in chiese, piazze, case private, cimiteri. Tutte azioni che avevano lo scopo di impossessarsi della moneta di lega presente sotto ogni cippo. 



PER CHI VUOLE FARE UNA VISITA AL CIPPO, DIGITARE SU GOOGLE MAPS: "TERMINE 1"


lunedì 7 maggio 2018

Il 7 maggio 1762 si inaugura l'Acquedotto Carolino


"Per venerdì 7 maggio, come già vi ho scritto, è stabilito per il Re e vi sarà molta gente alla visita per la curiosità e per malignare ancora, e poi, e poi non vi è il Re Cattolico e basta per dire tutto in ogni genere..". 

Sono queste le parole che il Vanvitelli usa nelle sue lettere per annunciare il giorno della "Mostra" delle acque del nuovo Acquedotto Carolino alla presenza del Re bambino.


Fu in questa giornata, il 7 maggio 1762 che, al cospetto del giovanissimo Ferdinando IV, arrivò l'acqua fugando ogni dubbio dei presenti con tale fragore che il suo strepitio fu così assordante da sovrapporsi a qualsiasi discorso dei presenti. 

"Molta gente è venuta a vedere la caduta dell'acqua, la quale è riuscita bellissima, copiosa, limpidissima e vaga per la varietà (...). lo strepitio era così grande che a parlare vicino alla fonte non si sentiva".

Una giornata storica per tutto il Regno dei Borbone. 

martedì 20 marzo 2018

#Cimandapilone. Nel Torinese compare una scritta in difesa del Meridione



A Moncalieri in provincia di Torino, su una delle pareti della scuola Silvio Pellico di via San Martino, ignoti hanno scritto, con una vernice nera, come si vede dalla foto, la frase: "Ieri emigranti, oggi briganti...#cimandapilone". La scritta è comparsa durante la notte scorsa, ne dà notizia il sito cronacatorino. Il riferimento è al movimento nato nella nostra regione che vuole difendere l'identità del Meridione.

In un primo momento in molti avevano pensato al fenomeno migratorio, ma presto si è capito, invece, che si tratta di un chiaro messaggio lanciato al recupero dell'identità della nostra terra.

giovedì 1 marzo 2018

In arrivo la valorizzazione della Fontana Carolina di San Tammaro

Finalmente la Fontana Carolina di San Tammaro, in provincia di Caserta, avrà la sua valorizzazione.



E' quanto si apprende dal profilo facebook del Sindaco del Comune del Casertano Emiddio Cimmino che ha pubblicato la missiva che comunica l'approvazione dell'intervento per il bene culturale.



Al momento, la Commissione del Governo acquisirà tutta la documentazione relativa e, in seguito, il finanziamento per il recupero della Fontana. 


lunedì 26 febbraio 2018

LE FOTO. Reggia di CARDITELLO sotto la neve. Evento unico da immortalare




CASERTA - E' stata una giornata in cui la neve, rara in Campania, è caduta in molte zone solitamente poco inclini ad accogliere questo tipo di precipitazioni. Sui social è stato un tripudio di foto e video che ritraevano la neve caduta un pò dappertutto nella nostra regione.

Oggi noi abbiamo deciso di pubblicare un'immagine a nostro avviso, rara e per questo unica: quella della Reggia di Carditello imbiancata dalla neve.

Lo facciamo se non altro perchè in questo blog abbiamo sempre inserito foto "ordinarie" della piccola fattoria borbonica, ripresa da diverse angolazioni, durante particolari manifestazioni, o ancora in occasione delle aperture straordinarie. 

La foto spettacolare e memorabile è stata postata sui social network dai volontari che tendono in custodia il Real Sito.

La perturbazione di origine siberiana "Burian" infatti, è arrivata fino a San Tammaro, comune nel quale è situata Carditello, spruzzando i fiocchi sulla struttura. La palazzina, l'obelisco, il galoppatoio, stamattina, era ricoperti, stamane, di neve fresca, appena caduta. 

E allora godiamo il bello che i Borbone hanno lasciato sul nostro territorio, anche sotto un manto bianco.



venerdì 19 gennaio 2018

MASSERIA MONTI. La struttura rurale storica più importante della provincia di Caserta



Nel cerchio rosso Masseria Monti e nel riquadro il perimetro delle mura di cinta 

MADDALONI - Si tratta di certo della più bella costruzione rurale dell'intera provincia di Caserta. Stiamo scrivendo della favolosa Masseria Monti situata nel perimetro del territorio del comune di Maddaloni. Nell'immagine che vediamo sopra si può facilmente capire come questa struttura sia molto più grande rispetto a quanto appaia osservandola lateralmente.

Il muro di cinta che la circonda è piuttosto alto. Probabilmente si tratta di una locanda i cui fasti hanno interessato il settecento, mentre oggi è una proprietà privata e non può essere visitata liberamente. 

Masseria Monti


Fu re Ferdinando a raccontare di Masseria Monti nel suo diario, una delle opere più straordinarie che è giunta fino a noi e che ci permette di scoprire dove il sovrano soggiornava durante le sue lunghe battute di caccia. E malauguratamente oggi possiamo solo osservare quel che rimane di un plesso che di certo, meritava di essere valorizzato e votato al turismo. 

Per approfondimenti storici suggeriamo di visitare il blog e l'etichetta "Tronco di San Benedetto".

In libreria è possibile approfondire con il volume "Reali Delizie. Itinerario storico-artistico in Campania felix" di Ettore e Roberta Ventrella, Ventrella Edizioni.

LOCALIZZAZIONE DI MASSERIA MONTI: GOOGLE MAPS DIGITARE "MASSERIA MONTI - OGGI ABITAZIONE PRIVATA"




giovedì 18 gennaio 2018

IN VIAGGIO VERSO LE DUE SICILIE. Palazzo Caetani ospita Maria Carolina, promessa sposa di re Ferdinando




CISTERNA DI LATINA - Oggi puntiamo i riflettori della storia su Palazzo Caetani sito a Cisterna di Latina, nel Lazio, e lo facciamo perchè la storia di questa palazzina si intreccia con quella dei Borbone di Napoli e in particolare con la regina Maria Carolina d'Asburgo Lorena, promessa sposa di Ferdinando IV.

La giovane Carolina soggiornò proprio in questo luogo durante il viaggio che la portava nel Regno delle Due Sicilie, dove avrebbe conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver pernottato due notti col fratello Leopoldo, Granduca di Toscana e sua moglie Maria Luisa nel palazzo del Gran Conestabile del Regno di Napoli Lorenzo Colonna a Marino, giunse qui il 10 maggio 1768, un martedì:  "Alle ore 18. Quivi sua Eccellenza il Signor Francesco Caetani, Duca di Sermoneta, aveva già antecedentemente fatto ammobiliare con molta magnificenza e buon gusto quel Suo gran palazzo per servizio dei Reali Ospiti, e di tutta la loro Nobile comitiva".

Dopo essersi sistemati nei loro appartamenti ed aver concesso il baciamano alla famiglia del Duca, la Regina, il Granduca e la Granduchessa, parteciparono ad una cena in loro onore. Al termine: "..ebbero il piacere di assistere alla corsa dei Barberi (una gara ippica) per la conquista di un ricco premio di broccato di lama d'oro, con fiori d'argento (...) fatta fare dal suddetto Sig. Duca;  ...per maggiore divertimento dei Reali Personaggi, fu eretto un palco ripieno di strumenti musicali, ove si fecero continue e vaghe sinfonie. La sera del medesimo martedi si vide la facciata del palazzo del Sig. Duca tutta illuminata da una quantità di torce di cera, anche all'intorno, e di fiaccole nella strada... Il concorso del popolo fu grandissimo, per la quantità ivi venuto dai castelli circonvicini, i quali furono spettatori si della suddetta Corsa dei Barberi che della vaga illuminazione."
Il giorno seguente, la Regina e il suo corteo partirono alla volta di Terracina.

LE FOTO. Ecco come trovare il Cippo n.1 che segnava il confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie

TERRACINA (LATINA) - E' saldamente ancorato ad una struttura di cemento il pilastro che delinea il confine tra gli antichi Stato ...